La Legge di Bilancio (L. 145/2018) ha innalzato il bonus asilo nido erogato dall’Inps da 1000 a 1500 euro per il triennio 2019-2021.

Il contributo può essere corrisposto, previa presentazione della domanda da parte del genitore, per i bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016.

 

Il bonus può essere richiesto al fine del pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati autorizzati o per il finanziamento di servizi assistenziali domiciliari in favore dei bambini di età inferiore a tre anni affetti da gravi patologie croniche.

A partire dal 28 gennaio 2019 sarà disponibile sul sito Inps la procedura on line per richiedere il contributo.

L’utente dovrà allegare la ricevuta comprovante il pagamento della prima mensilità o in alternativa la certificazione del pediatra attestante l’impossibilità del bambino di frequentare l’asilo nido a causa di una grave patologia cronica.

Inoltre qualora il proprio datore di lavoro rimborsasse ai fini welfare l’iscrizione per la frequenza di asili nido, si ricorda che tali somme sono escluse da tassazione ai sensi dell’art. 51 co. 2 lett. F bis.

Tuttavia recentemente l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che nel caso in cui si fosse percepito anche il bonus asilo nido oltre al rimborso delle spese per la frequenza di asili nidi da parte del datore, non concorrerà alla formazione del reddito imponibile solo la differenza tra l’importo del rimborso erogato dal datore di lavoro e quello relativo al contributo erogato dall’INPS a titolo di Bonus asilo nido.

Infatti, solo in questa ipotesi le somme erogate dal datore di lavoro rispondono alla finalità di educazione e istruzione e le spese per la frequenza dell’asilo nido risultano effettivamente rimaste a carico del lavoratore.