Tutte le ultime notizie sul riscatto della laurea: il D.L. N. 4/2019 ha introdotto in via sperimentale a partire dal 2019 fino al 31 dicembre 2021 la possibilità di un riscatto “light”, ovvero agevolato, degli anni universitari. Vediamo come funziona e come calcolarlo.

COS’È IL RISCATTO DELLA LAUREA LIGHT?

L’ultima riforma delle pensioni ha introdotto una misura di riscatto della laurea agevolato degli anni universitari – al fine di coprire i periodi contributivi utili alla maturazione del diritto alla pensione. Ma come funziona?
Possono accedere al riscatto agevolato della laurea coloro che al momento della richiesta hanno fino ad un massimo di 45 anni di età anagrafica.

L’agevolazione è in vigore su tutte le gestioni INPS quindi non solo per i lavoratori dipendenti; ne possono beneficiare anche i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti nonché gli iscritti alla Gestione separata.

RISCATTO LAUREA LIGHT: QUALI SONO I REQUISITI?

Per poter usufruire di questa particolare agevolazione è necessario rispettare alcuni requisiti, che vengono elencati di seguito.

Oltre al requisito anagrafico, è necessario che il periodo di laurea da riscattare si collochi nel periodo di vigenza del calcolo della pensione con il metodo contributivo: ciò significa che è possibile riscattare i periodi a decorrere dal 1° gennaio del 1996. Ne consegue che anche il periodo legale del corso di studi da riscattare deve collocarsi in tutto o in parte almeno dal 1996 in poi. Se ad esempio un corso di laurea della durata legale di 5 anni è iniziato ad ottobre del 1994 fino al settembre 1999, si potrà riscattare utilizzando il “riscatto light” solo il periodo decorrente da gennaio 1996.

Inoltre, il periodo da riscattare non deve coincidere con un periodo di lavoro per il quale si ha già la relativa copertura contributiva. È necessario ovviamente aver conseguito legalmente il titolo di laurea da riscattare, non è sufficiente aver semplicemente frequentato un corso di laurea.

È possibile chiedere il riscatto anche di periodi parziali, più brevi rispetto alla durata legale del corso di studi.

titoli riscattabili sono i seguenti:

  • diploma universitario (2-3 anni di durata)
  • laurea triennale, quadriennale o a ciclo unico
  • diploma di specializzazione post-laurea
  • dottorato di ricerca.

L’agevolazione consiste nel calcolare l’onere di riscatto sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda, anziché sull’imponibile contributivo effettivo del lavoratore.

Considerando che per il 2019 il minimale ammonta a € 15.878,00 al quale va applicata l’aliquota del 33%, il riscatto light costa circa € 5.240,00 per ogni anno da riscattare.

RISCATTO LAUREA: QUANDO E COME PRESENTARE LA DOMANDA

La presentazione della domanda di riscattodella laurea light è limitata al triennio 2019–2021 e va presentata in via telematica tramite sito web dell’Inps, oppure tramite patronato o per mezzo del Contact center Inps.

È possibile versare l’onere di riscatto in un’unica soluzione oppure rateizzarlo fino ad un massimo di 60 rate mensili senza l’applicazione di interessi.

Dal punto di vista fiscale, inoltre, ricordiamo che i costi del riscatto della laurea sono totalmente deducibili dall’imponibile irpef.

Da ultimo segnaliamo che prima di procedere con la domanda di riscatto è sempre opportuno valutarne la convenienza.

IL RISCATTO DELLA LAUREA CONVIENE?

Non a tutti conviene riscattare la laurea. Bisogna fare una valutazione attenta di quanto sostanzialmente il riscatto avvicina ai requisiti pensionistici (posto che tra 20 o 30 anni ci saranno ancora in vigore le stesse regole). Oltre a questo va valutato anche l’impatto del riscatto sull’importo della futura pensione. Ad oggi si stima che l’importo del riscatto “light” produca un aumento esiguo dell’assegno lordo mensile della futura pensione, tuttavia se l’effetto del riscatto è la riduzione del periodo di lavoro può avere una convenienza, ma se oltre ad un aumento lordo dell’importo pensionistico di poco rilevante, il riscatto non anticipa l’uscita dal lavoro, ecco allora che non esiste nessuna convenienza.